Dopo la famosa legge Urbani sul diritto d’autore e il tentativo di introdurre una tassa su qualsiasi prodotto editoriale della rete,anche senza scopo di lucro(compresi blog e podcast indipendenti),si credeva che l’Italia ormai dal punto di vista legislativo riguardante il web avesse toccato il fondo.”Fortunatamente” oggi possiamo dire che nell’UE c’è qualcuno che sta peggio di noi,ovvero la Francia.Proprio così il neo presidente Sarkozy ha promosso una sorta di “progetto anti P2P” dove il cittadino francese viene letteralmente lasciato in ostaggio delle major,che possono proteggere i propri interessi intervenendo direttamente sul singolo individuo tramite i provider.

Gli aspetti intollerabili sono sotanzialmente tre:

Il primo permetterà alle major di procurarsi da se le “prove” delle violazioni perpetrate on-line ai propri danni,ovvero possono intercettare gli utenti che utilizzano le reti di file sharing alla faccia della privacy e della presunzione di innocenza.

Il secondo è una specie di “Tribunale del web” che ha il compito di costringere i provider ad attuare azione repressive nei confronti degli utenti “cattivi”,senza un reale procedimento giudiziario.

Il terzo punto,la compilazione di vere e proprie “black list”.Il piano prevede infatti che,ove un utente venga sorpreso per tre voltenell’atto di scaricare abusivamente un file,il provider debba “tagliargli i fili”,per sempre, anche cambiando fornitore in quanto il suo nome verrà inserito in una speciale lista di proscrizione.

Come si puo dedurre da questi fatti ormai il le grandi industrie dell’intrattenimento non hanno più confini,arrivando perfino a muovere i fili del Presidente di un intero paese in direzione soltanto di uno specificato gruppo di potere economico.